
Il cappero, uno dei simboli per eccellenza della dieta mediterranea, è un frutto meraviglioso che grazie al suo sapore fresco ed intenso si presta molto bene per l’esaltazione dei piatti più diversi.
INFORMAZIONI TECNICHE:arbusto tipico della zona mediterranea cresce spontaneamente nelle aree dal clima caldo e non richiede particolari cure o innaffiature.Apparentemente si manifesta come un cespuglio che non supera il metro di altezza; le foglie sono verdi scure e al tatto possono risultare quasi appiccicose. Il cappero ha un’attività vegetativa che si sviluppa nel periodo più caldo che va da aprile a settembre e nel resto dell’anno la pianta si presta a lavori di propagazione grazie alle talee che vengono piantate dai contadini.
La parte commestibile è quella floreale non ancora sbocciata o in alternativa se ne consumano i frutti, che vengono comunemente chiamati cucunci.
Qualora il fiore sbocciasse, si manifesterebbe in un color bianco brillante o addirittura rosato con al centro degli stami anch’essi rosati.
Per l’acquisto consiglio la scelta di quelli IGP di Pantelleria ( Indicazione Geografica Protetta dal 1996) che risultano essere davvero saporiti e ben equilibrati.
PROPRIETA’ BENEFICHE, CONSERVAZIONE E UTILIZZO:pare che il frutto del cappero non abbia spiccate proprietà benefiche anche se è un blando diuretico e svolge un’azione antiossidante. Al contrario del frutto in erboristeria se ne utilizza la corteccia che è indicata nella cura della gotta.
Sia i fiori non ancora sbocciati che i cucunci vengono conservati sotto sale, in salamoia o sott’aceto e si prestano per le preparazioni gastronomiche più disparate anche se l’impiego migliore è forse quello più semplice: a crudo su insalate, con il pesce o comunque in sostituzione delle più classiche olive.
RICETTE CORRELATE:CHICCHE DI SALSICCIA ALLA MENTA
MERLUZZO ALL’ISOLANA
SCHIACCIATINE MEDITERRANEE DI SALMONE
INSALATA FREDDA DI ZUCCHINE CON QUENELLE MEDITERRANEA



